Nell’attuale Data Driven Economy, i dati sono cruciali per stabilire un vantaggio competitivo. Questo interessa da vicino gli OEM che, grazie alle tecnologie come l’IoT, la Big Data Analytics, l’intelligenza artificiale e il machine learning, i costruttori di macchine hanno la possibilità di aumentare il valore della loro ampia competenza di dominio in 3 modi:
- Implementando digital twin;
- Assicurando il controllo da remoto;
- Tracciando l’intero ciclo di vita di un macchinario sulla base dei dati reali di utilizzo, ottimizzando le prestazioni o abilitando logiche di manutenzione predittiva.
Tutto questo viene opportunamente interconnesso con i sistemi IT e con le piattaforme ERP presenti in fabbrica all’interno di supply chain molto complesse e articolate.
Laddove le macchine tradizionali erano caratterizzate da costi elevati e tecnologia di comunicazione limitata, le nuove macchine intelligenti utilizzano protocolli di comunicazione consolidati, dispositivi IloT e il Cloud per consentire riduzioni dei costi del ciclo di vita, miglioramenti delle prestazioni delle macchine e della loro efficienza, nuovi modi di interagire le persone.
Smart machine: un mercato in crescita
Il mercato globale dello smart manufacturing nel 2020 è stato valutato quasi 173 miliardi di dollari e si prevede che raggiungerà entro il 2026 una valutazione di circa 236 miliardi.
Nello specifico, il comparto che comprende le macchine utensili, automazione e robotica, il valore della produzione italiana a fine 2021 superava i 6,3 miliardi di euro con un incremento del 22,1% rispetto all’anno precedente.
Per il 2022 si prevede di superare i 7 miliardi di euro con un tasso di crescita di quasi l’11%.
Rispetto al 2020, il fatturato è cresciuto di circa il 20% superando i 20 milioni di euro. Anche il mercato interno ha segnato un aumento del 30,4% segnando un valore di 4,5 miliardi di euro.
Le esportazioni si attestano sui 3,3 miliardi di euro (+17.4%) con in testa la Germania come Paese di destinazione.

